Il Direttore

Alessandro De Angelis nasce a Roma nel pomeriggio di domenica 2 novembre 1975, mentre in tutta Italia si comincia a diffondere la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini avvenuto quella mattina stessa.
L'ambiente nel quale cresce è quello di un quartiere popolare situato all'estrema periferia est di Roma (Torre Angela). La famiglia è povera ma onesta.
E' soprattutto il papà (lavoratore precario ante-litteram perché si è sempre rifiutato di scendere a compromessi per ottenere un posto di lavoro fisso), nell'esercizio delle normali funzioni di buon padre di famiglia, che lo educa ad essere una persona autenticamente civile.
Riceve una formazione cattolica sia dalla famiglia, che dalla scuola, che dall'ambiente nel quale cresce.
I valori che recepisce (onestà, legalità, rispetto dell'altro e delle regole di convivenza civile) si scontrano, però, con la realtà che lo circonda fatta di ingiustizia sociale, arretratezza culturale e inciviltà.
E' in questo momento che inizia a maturare il suo desiderio di riscatto civile, sulla scia soprattutto degli insegnamenti cattolici ricevuti (il senso della vita di ogni uomo risiede nella missione che Dio ha lui affidato. Ciascuno riceve da Dio determinate caratteristiche, inclinazioni, talenti, ecc..., che deve mettere al servizio del prossimo per ottenere la salvezza). Già all'età di dieci anni sogna di fare, da grande, un lavoro che gli consenta di migliorare la società che lo circonda.
Comincia ad interessarsi di politica, intesa come strumento per migliorare la società e il mondo, all'età di dodici anni.
Vive, da adolescente, l'esperienza di Mani Pulite con grande partecipazione emotiva e grande speranza di rinnovamento del costume nazionale. Vive, altresì, di lì a poco, la delusione di vedere la realtà come quella di sempre dopo la chiusura della parentesi di Tangentopoli.
Si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche contro la volontà della famiglia che, per esigenze economiche, lo vorrebbe subito al lavoro dopo il diploma di ragioniere.
Nel frattempo comincia a frequentare circoli di partito sia di destra, sia di sinistra e sia di centro, più per desiderio di osservare dall'interno ciò che ha sempre seguito dall'esterno che per reale fiducia nei partiti politici. Ovunque riscontra una deprimente mediocrità, un esasperato individualismo, la più assoluta mancanza di meritocrazia e il clientelismo come prassi quotidiana.
Convinto, oramai, che aveva ragione chi disse che "fatta l'Italia bisognava fare gli italiani" abbandona l'idea di impegnarsi attivamente in politica e decide di canalizzare il suo impegno civile in un'attività intellettuale volta alla diffusione di quei valori di giustizia, legalità e civiltà che latitano nel nostro Paese.
Nel 2001 inizia a collaborare come cronista con il mensile romano "Abitare A". Scrive un centinaio di articoli su notizie riguardanti la città di Roma e ottiene così l'iscrizione all'Albo dei Giornalisti, elenco dei Pubblicisti.
Dopo la laurea in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, ottenuta con 104/110 il 27 novembre 2002, inizia a frequentare la redazione dell'Agenzia Giornalistica Televisiva Italiana, che cura la trasmissione televisiva "Amministratori e Cittadini" in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, su Rete Oro nonché la rivista "La Regione News".
Nel 2004 collabora ad un progetto di ricerca, come ricercatore junior, sulla formazione del personale della Pubblica Amministrazione nel Mezzogiorno per conto del Formez, patrocinato dal Ministero della Funzione Pubblica, che prevede la stesura del conseguente rapporto di valutazione.
Sempre nel 2004 comincia una collaborazione redazionale con l'Associazione Culturale "Aldo Tozzetti" per la pubblicazione di due libri: "Storia sociale della casa a Roma" e "Pasolini e le borgate".
L'ambiente del giornalismo è brillante, stimolante e lo fa sentire come un pesce nell'acqua, consentendogli da un lato di esprimere quei concetti che voleva e dall'altro di osservare e comprendere meglio la realtà che lo circonda prima di descriverla agli altri. Inoltre, queste esperienze lo portano a frequentare (fatta salva qualche eccezione) persone di elevata statura professionale, morale e intellettuale.
Ma questi lavori sono mal retribuiti e richiedono una gavetta lunghissima per raggiungere una certa stabilità che lui, non avendo una famiglia alle spalle in grado di sostenerlo economicamente, e rifiutandosi ostinatamente di accettare qualsiasi forma di raccomandazione, di segnalazione e di favoritismo non si può permettere.
Comincia allora a pensare all'idea di fondare una casa editrice che abbia finalità di impegno civile e che pubblichi libri e periodici tesi alla diffusione della cultura civica. Non avendo soldi sufficienti alla realizzazione di tale progetto decide di fare qualsiasi lavoro che gli procuri i mezzi necessari per raggiungere questo obiettivo.
Inizia così a svolgere dei lavori che non si sarebbe mai immaginato di fare: venditore di telefonini cellulari, venditore di software gestionali per commercialisti, consulente fiscale in vari CAF, impiegato addetto alla amministrazione del personale nell'ufficio del personale della società Maiorana S.p.A., impiegato addetto al pagamento delle pensioni presso la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense.
Grazie a questi lavori riesce a stanziare la somma necessaria per coronare il suo sogno e il 28 marzo 2010 dà inizio alla sua attività editoriale.
Sarà la storia a dire se sarà riuscito nell'intento di contribuire, nel suo piccolo, a migliorare questa società.

